Tronchetti Dolce e Gabbana e abito in pelle

TRONCHETTI DOLCE E GABBANA

TRONCHETTI DOLCE E GABBANA E ABITO IN PELLE

Per me questi tronchetti Dolce e Gabbana sono il massimo della comodità. Li metto ogni volta che voglio indossare i tacchi senza soffrire. Oggi voglio approfittare dei mie tronchetti Dolce e Gabbana per parlarvi dei tacchi in generale. Le donne sono meravigliose. Ognuna di noi è un universo unico e nessuna è uguale ad un’altra. Ma non possiamo negare che ci sono aspetti che ci accomunano un po’ tutte. Uno di questi è l’amore per le scarpe, in particolare quelle col tacco. Odiate ed amate. Personalmente amo vederle nelle vetrine, sui giornali, accatastate in camera mia, quando faccio quei famosi due passi davanti allo specchio. Tutto il resto del tempo le odio. Sono bellissime, non c’è dubbio, slanciano e danno quel tocco sexy che non guasta. Le adoro perché mi sfinano le gambe, ed è sempre un trauma il momento in cui le tolgo e i miei polpacci diventano larghi il doppio in un istante. Quando le provo davanti a quel povero specchio di casa mia (quante ne ha viste) inizio subito ad assumere pose da copertina di Vogue o da pin-up anni ’50, e mi sento più bella che mai. E poi quanto sembrano comode in quel metro di passerella che in realtà è la distanza tra la porta e il muro dove è appeso lo specchio. Sono attimi in cui sei convinta che le potrai indossare tutto il giorno senza problemi, che correre da una parte all’altra di Milano e prendere circa sei volte la metro sarà una passeggiata. Sfreccerai per le strade della città con passo veloce e sensuale, e tutti rimarranno sbalorditi da quanto quella ragazza (“ma come è slanciata”?!) sappia camminare bene su quei tacchi (“deve essere per forza una modella o qualcosa del genere”). E poi decidi di uscirci davvero con quei tacchi. Nonostante il tuo ragazzo ti abbia dolcemente ricordato che ti trasformi in una iena quando ti viene il mal di piedi che al confronto Mike Tyson è quasi una personcina garbata, tu non desisti, e queste ultime scarpe col tacco che hai comprato sono davvero quelle decisive, quelle comode. Ma, ahimè, non è mai così. Quei tronchetti che sembravano quasi una Valleverde sono anche loro degli ignobili traditori. Anch’essi dopo aver percorso alcuni passi hanno iniziato a massacrare i tuoi poveri piedi, che neanche se presi a bastonate sarebbero ridotti in quello stato. Allora decidi di prenderti una pausa, ti siedi ad un bar, e, senza farti vedere da nessuno, ti sfili le scarpe. Che sollievo! Ti sembra di non aver mai provato una pace simile. Inizi riflessioni su quanto sia facile essere felici nella vita, basterebbe non indossare mai i tacchi. Ti godi quei pochi attimi di libertà e pensi di aver preso la scelta giusta, che poi sarà più facile rimettersi quegli strumenti di tortura, che ora non faranno più male. Poi le indossi di nuovo, e ti rendi conto di aver commesso un terribile errore. Il tuo piede in quei pochi minuti di non-costrizione è lievitato come un panettone, e quel dolore sotto la pianta è raddoppiata, come se stessi camminando sui carboni ardenti dopo aver preso un’ustione. E in quel momento ti coglie il panico assoluto. Come farai a tornare a casa? Chilometri di cammino ti aspettano, e tu non sei nemmeno in grado di compiere un passo. Il tuo ragazzo è lì, e tace. Tace perché sa che già sta rischiando la vita solo con la sua presenza. Ti chiede timidamente se può fare qualcosa per te. Ma cosa puoi fare idiota? Si propone di portarti in braccio fino alla macchina (si vede che in palestra gli fanno un corso di autostima sulla sua forza bruta) o di andarti a comprare un paio di ballerine. Tu rifletti sulla seconda opzione, ma quanto ci metterà per trovare e comprare un paio di ballerine? Forse decenni, secoli. E tu nel frattempo starai sola in quel bar, dove dovrai ordinare almeno la cena per giustificare tutto il tempo in cui gli occuperai il tavolo. Decidi allora di riunire tutte le tue forze e percorrere eroicamente la strada che ti manca per arrivare a quella benedetta macchina (che non ti serve praticamente a niente, visto che la devi sempre parcheggiare a chilometri di distanza). Ma non tutto il male viene per nuocere, e la vita ci offre sempre situazioni che ci fanno crescere ed imparare. Infatti io tutte le volte che esco coi tacchi mi porto sempre con me un paio di ballerine, il dramma è la sera, quando indosso una di quelle inutili clutch. Ma di questo parleremo un’altra volta.

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ABITO IN PELLE  JIJIL

BLAZER CHOIES

BORSA CHANEL 2.55

TRONCHETTI  DOLCE E GABBANA

OCCHIALI DA SOLE CHANEL 

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